Manoscritti economico-filosofici del 1844
Prossimamente La traduzione di quest'opera è in preparazione e sarà pubblicata nella biblioteca.
Introduzione
Questi manoscritti sono appunti scritti a Parigi da un Marx di ventisei anni. Mai pubblicati in vita, apparvero integralmente per la prima volta nel 1932, fecero scalpore e cambiarono la comprensione di Marx. Qui per la prima volta egli unisce la critica dell'economia politica alla filosofia ed espone la sua celebre teoria del «lavoro estraniato»: sotto il capitalismo il prodotto che l'operaio fabbrica non gli appartiene, ma gli si contrappone come una potenza estranea; il suo lavoro non è la sua libera attività vitale, ma un semplice mezzo di sussistenza; egli è così estraniato dal suo essere generico e dagli altri uomini. Nel suo lavoro l'operaio «non si afferma, ma si nega». Di qui Marx immagina una società in cui gli esseri umani possano svilupparsi pienamente e realizzare liberamente la propria essenza. I manoscritti comprendono anche una critica della dialettica hegeliana. Sono la chiave dell'umanesimo di Marx.