Virgilio
Publio Virgilio Marone nacque nel 70 a.C. in una famiglia contadina presso Mantova, nell'Italia settentrionale, e divenne il più grande poeta di Roma. Scrisse dapprima le Bucoliche, poesie della vita pastorale, poi le Georgiche, in lode della terra e del suo lavoro, e infine, su richiesta di Augusto, dedicò gli ultimi undici anni della vita all'epopea nazionale, l'Eneide. Si ammalò e morì nel 19 a.C. tornando dalla Grecia; in punto di morte chiese che l'epopea non ancora rivista fosse bruciata, ma Augusto lo vietò. Dante lo scelse come guida nella Divina Commedia e lo chiamò «lo mio maestro».