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François Rabelais

Gargantua e Pantagruele (libri I e II)

1532–1534 · Dal francese

LetteraturaRinascimento

Prossimamente La traduzione di quest'opera è in preparazione e sarà pubblicata nella biblioteca.

Introduzione

Quando nasce, il gigante Gargantua non piange, ma grida: «Da bere! Da bere!», e gli servono diciassettemilanovecentotredici vacche per allattarlo. Dapprima educato da maestri scolastici, diventa sempre più sciocco, finché un maestro umanista gli insegna ogni sapere; in groppa alla sua giumenta gigante giunge a Parigi e stacca le campane di Notre-Dame per appenderle al collo della cavalla. Sconfigge il bellicoso re Picrocolo e costruisce per frate Giovanni, che lo ha aiutato, l'abbazia di Thélème, la cui unica regola è: «Fa' ciò che vuoi». Suo figlio Pantagruele è anch'egli un gigante e a Parigi conosce l'arguto e astuto Panurgo. Con una risata smisurata, terrena e dotta, Rabelais deride l'educazione scolastica, il fanatismo religioso e la guerra, e celebra la natura umana e la sete di conoscenza.