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José Enrique Rodó

Ariel

1900 · Dallo spagnolo

Filosofia e pensieroPolitica e societàNovecento

Prossimamente La traduzione di quest'opera è in preparazione e sarà pubblicata nella biblioteca.

Introduzione

L'ultimo giorno dell'anno scolastico un vecchio maestro, che gli allievi chiamano «Prospero», seduto in aula accanto a una statua di bronzo, rivolge loro un discorso di commiato. La statua raffigura Ariel, lo spirito dell'aria della Tempesta di Shakespeare, simbolo della parte nobile dello spirito umano, la ragione, il senso del bello e gli ideali disinteressati; di fronte a lui sta il mostro deforme Calibano, emblema della sensualità grossolana e dell'utilitarismo. Il maestro esorta la gioventù d'America a custodire l'entusiasmo della giovinezza e a cercare lo sviluppo integrale della personalità, senza lasciare che la specializzazione professionale e la corsa alla ricchezza soffochino la vita dello spirito; la democrazia deve fondarsi sull'educazione e sul rispetto dell'eccellenza, altrimenti degenera nel dominio della mediocrità. Critica la moda, allora diffusa in America Latina, di ammirare e imitare ciecamente gli Stati Uniti, ai quali, nonostante i loro stupefacenti risultati in ricchezza ed efficienza, manca a suo giudizio l'altezza spirituale. Questo lungo saggio in forma di discorso segnò un'intera generazione di intellettuali latinoamericani e diede origine al cosiddetto «arielismo».