La Bhagavad Gita
Prossimamente La traduzione di quest'opera è in preparazione e sarà pubblicata nella biblioteca.
Introduzione
Sul campo di Kurukshetra sta per cominciare una grande battaglia. Arjuna, eroe dei Pandava, ritto sul suo carro, vede nelle file avversarie i suoi maestri, il nonno, gli zii e i cugini; le membra gli vengono meno, l'arco gli scivola di mano e dice: «Non combatterò». Il suo auriga Krishna, incarnazione del dio Vishnu, gli impartisce allora l'insegnamento di diciotto canti: l'anima non nasce né muore mai; bisogna compiere il proprio dovere senza attaccamento ai frutti dell'azione; e vi sono vie verso la liberazione attraverso l'azione, la conoscenza e la devozione. Questo poema di settecento strofe è la scrittura più amata dell'induismo; Gandhi la chiamava «mia madre», ed Emerson, Thoreau e Oppenheimer ne furono profondamente segnati.