Il suicidio (scelta)
Prossimamente La traduzione di quest'opera è in preparazione e sarà pubblicata nella biblioteca.
Introduzione
Il suicidio sembra l'atto più individuale e privato, eppure Durkheim lo scelse per dimostrare la forza della sociologia: il tasso di suicidi è un «fatto sociale» che non si spiega con la psicologia individuale, l'ereditarietà, il clima o l'imitazione, ma soltanto con cause sociali. Raccogliendo una gran quantità di statistiche di tutta Europa, scoprì che i protestanti si suicidavano più dei cattolici, e i cattolici più degli ebrei; i celibi più dei coniugati, chi non aveva figli più dei genitori; e che in tempo di guerra e di sconvolgimenti politici il tasso perfino diminuiva. Ne ricavò diversi tipi di suicidio: il «suicidio egoistico», quando i legami tra individuo e società si allentano troppo; il «suicidio altruistico», quando l'individuo è assorbito dal gruppo; e il «suicidio anomico», nato dal disfacimento delle norme sociali, che aumenta nelle crisi economiche e perfino nelle prosperità improvvise. È il primo classico della sociologia fondato sulla ricerca empirica. Questo volume ne traduce le parti più importanti.