Meditazioni cartesiane
Prossimamente La traduzione di quest'opera è in preparazione e sarà pubblicata nella biblioteca.
Introduzione
Nel febbraio 1929 Husserl, settantenne, tenne su invito due conferenze nell'anfiteatro Descartes della Sorbona; ampliate nelle Meditazioni cartesiane, uscirono dapprima in francese nel 1931. È la sua esposizione sistematica tarda dell'intera fenomenologia e l'introduzione più usata a essa. Sull'esempio di Cartesio, esige che la filosofia «ricominci radicalmente»: con la «riduzione fenomenologica» sospendiamo, o «mettiamo tra parentesi», la nostra credenza naturale nell'esistenza del mondo esterno e torniamo alla coscienza pura stessa, per vedere come le cose vi appaiono. La coscienza, mostra, è sempre «coscienza di qualcosa»: è l'«intenzionalità». Nella celebre quinta meditazione affronta un problema difficile: come faccio esperienza dell'altro come di un soggetto simile a me? Di qui sviluppa la sua teoria dell'«intersoggettività». Il libro influì profondamente su Heidegger, Sartre e Merleau-Ponty.